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lunedì, 30 giugno 2008

Giugno XXX

Idea d’arte che non saprò mai

 

Un vento freschissimo di mare

m’arriva nell’alba,

e m’angoscia il sorriso al delirio,

l’atroce dolcezza, la domanda e il dolore

che d’improvviso piombano nelle cose.

Che cos’è mai il sorriso ai suicida

che pure sorridono e ancor si senton soli,

tristi e soli chiamare nella vena ricolma di tedio

che dritta conosce il delirio e

più non ringrazian la vita?

postato da: Enea24 alle ore 10:46 | link | commenti
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domenica, 29 giugno 2008

Giugno XIX

Aspettando la sera

 

Oh dolcezza, brezza del porto

su questa vuota darsena;

Le vele svettano in banchina e

al largo una striscia più blu,

più fresca, si schianta nel mare.

A levante si stan scaldando le griglie

per la gente che viene e che verrà.

Oh adesso! Magnifica, silenziosa,

t’immagino uscire tra l’onde

e rapirmi nel calore della tua carne.

 

postato da: Enea24 alle ore 19:12 | link | commenti
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sabato, 17 maggio 2008

              Maggio XIV

    Nata dal mattino torbido

 

 

Silenzio quieto, io,il mare agli occhi

che m’illude d’esser a lei dinanzi

dal mattino torbido che nasce l’ombra.

L’armonia vana.

Eppur mi par d’esser li,

di toccare e di parlarti sempre dinanzi.

 

                                                  O Pare eterno.

Silenzio quieto, si assapora il vuoto,

si assapora ignoto.

Che null’altro c’era, c’è e ci sarà.

Solo al tuo passo contemplo.

(Suonerà su fragili batecchi e sulle erbe verdi)

Che tra un infinità sarà ancor più vuoto e cavo;

ogni volta più vuoto,  più cavo.

C’era del mare.

 

 

postato da: Enea24 alle ore 14:10 | link | commenti (1)
categorie: poesia amatoriale
mercoledì, 23 aprile 2008

 

 

Aprile XXIII

I colli e i campi e i rami e le piazze, più stanco!

 

 

Il vecchio del lavoro più stanco,

dalle ombre sparse, che per i colli e

i campi e i rami e le piazze,

protraggono in egual modo,

sogna il dolcigno sapore dei fichi maturi e

delle vie vane, con non sa più con che gioia,

e immagina il gran funerale e il fosso e

il pianto d’un passo invernale.

L’animato sogno del suo orrore.

 

Noi, in noia e delusione, noi

pianto d’un passo invernale,

sublime sul mio volto per il tuo silenzio notturno:

m’apparse lento lungo il tepore dei prati.

Scende in strada altra ombra altra e si traversa,

era come una falce che sapeva tutto l’umido dei prati.

 

 

postato da: Enea24 alle ore 17:29 | link | commenti
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martedì, 15 aprile 2008

Il sole sui colli.

Aprile XV

 

Anche il sole nel giorno afoso

che scalda i colli deserti, lento,

sembra scaldi le case e la vita,

stesso tedio che le copre e le fugge

con fronde pallide nel meriggio ignoto.

 

                                                   L’ignoto vano recherà ancora ignoto,

come un passo che muove appena tu muovi,

e m’avvampa l’angoscia,

la chiarezza del passo della vita che lascia.

Le bestie si godono il sole, accecate.

 

Così rifletto tra le mura affocate,

che la strada sia vuota o sia piena.

 Il giorno afoso che m’apparse

sui colli deserti qua e là raccolti,

è immutabile, è remoto, è la mia pena.

postato da: Enea24 alle ore 21:09 | link | commenti
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martedì, 08 aprile 2008

Notte sul molo a Rimini

Aprile VIII

 

La notte che colmava,

la nitida notte che il cuore mi scosse,

è già antica.

Come tutti i passi del giorno

e i salti della notte, e le grida

e i pianti sembravan limpidi e agonia,

e la gioia era assaggiarti, di sabbia

di mare e di cielo e di tutto.

È stata una notte

che colmava ogni respiro soltanto

guardarsi e saltare da svegli sugli scogli.

Nessuno fiatava, anche la notte.

postato da: Enea24 alle ore 21:06 | link | commenti
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martedì, 01 aprile 2008

Sulla collina ad Aprile.

 

 

Il mare cammina con impazienza la fragranza di morte

spinto dal tedio e dall’angoscia che, stanco,

avanza a gran respiri e affoga.

Il grande stomaco, quel che tutto avanza,

contiene non so che gomiti molli.

Dimentico quasi il respiro.

 

Affogheranno domani altri

pallidi grembi sulla marea deserta,

sui rami della collina, e i loro occhi,

veduto che hanno la gioia, non dicono.

 

postato da: Enea24 alle ore 18:01 | link | commenti (1)
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mercoledì, 19 marzo 2008

Fiori maturi, marzo XIX

 

È venuto un momento che l’animo

avanza prima del passo,

come fosse di nuovo mattino

con la guazza sui fiori maturi e fermi.

A quest’ora, ciascuno all’orlo del loculo

dovrebbe piegarsi e mirare

come tutto attorno ha l’ombra lunga, che

getta al fondo,negl’occhi.

In mezzo, nei prati,

ogni cassa scuote ai pianti crudi.

Non si evade! Fiori maturi.

postato da: Enea24 alle ore 19:06 | link | commenti
categorie: poesia amatoriale
martedì, 04 marzo 2008

La tua voce VI

 

 

Ma poi in altri tempi più tristi,

tu piovi tra le mie dita una quieta voce

che l’anima pienamente gonfia e

le posa in ventre un amore.

La piovi dal cielo. Il cielo che è nulla nell’anima tua.

Il cielo che è tutta la domanda dell’uomo.

Immenso ignoto, misterioso.

C’è un volto che si rapisce,

sgorga dal fondo come un sole tra le colline.

Accorto in un volto io la domanda

dell’immenso cielo non chiedo;

alzo gli occhi nei tuoi di stelle

che guardan una terra di carne, quieto

attendo e una voce piove fiori intravisti.

 

postato da: Enea24 alle ore 19:43 | link | commenti (1)
categorie: poesia amatoriale
venerdì, 22 febbraio 2008

Ogni volta mi sfugge.

Febbraio XXII

 

 

Le distese di terra paion salme senz’eco

dove la nebbia giunge giù giù, tra le fosse.

Come nuvole ammucchiate mute, sui fili

cosi perdono i corpi immensi colori nel cielo.

Si riaccende la fiamma che non so.

 

Sotto i prati del cielo, infinite foreste

appaiono chi ha l’angoscia e la fiamma:

ultimo pensiero che m’accompagna alle cose.

Le piante son mute, e tutto quel che respira fiata appena.

Un fiato stanco. E nessuna grazia lo rinasce.

postato da: Enea24 alle ore 13:03 | link | commenti
categorie: poesia amatoriale